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Come aprire la Partita IVA da psicologo: guida 2026

📅 27 giugno 2026
Come aprire la Partita IVA da psicologo: guida 2026

Avviare la libera professione ed entrare nel mondo del lavoro autonomo come psicologo è un passo emozionante ma che, inevitabilmente, porta con sé molti dubbi di natura fiscale e burocratica. Spesso, durante il percorso di studi e di tirocinio, non vengono fornite le nozioni necessarie per affrontare la gestione della Partita IVA.

In questa guida completa ed evergreen analizzeremo l'intero iter burocratico necessario per aprire e gestire la tua Partita IVA da psicologo in Italia, mettendo a confronto i regimi fiscali disponibili e fornendo un esempio pratico di calcolo delle tasse e del guadagno netto.


L'iter burocratico per diventare psicologo libero professionista

Per poter esercitare legalmente la libera professione come psicologo e fatturare le tue prestazioni a pazienti privati, aziende o enti, non basta semplicemente aprire la Partita IVA. Devi seguire un preciso iter composto da quattro passaggi fondamentali:

  1. Abilitazione professionale: aver superato l'Esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di psicologo (sezione A o B dell'albo).
  2. Iscrizione all'Ordine degli Psicologi: devi iscriverti all'albo della tua regione di appartenenza o di residenza. Senza questo passaggio, qualsiasi attività clinica configura il reato di esercizio abusivo della professione.
  3. Apertura della Partita IVA: la richiesta va presentata all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'inizio effettivo dell'attività.
  4. Iscrizione all'ENPAP: l'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi. A differenza di altre professioni che fanno riferimento alla Gestione Separata INPS, gli psicologi hanno una propria cassa previdenziale autonoma e obbligatoria.

Come aprire la Partita IVA: Codice ATECO e scelta del regime

L'apertura della Partita IVA in sé è un'operazione gratuita se effettuata in autonomia, oppure richiede il pagamento del compenso di un professionista (commercialista o consulente fiscale) qualora decidessi di farti assistere.

Il codice ATECO corretto

Il codice ATECO è un codice numerico che identifica univocamente l'attività economica che andrai a svolgere. Per gli psicologi, il codice di riferimento da utilizzare è:

  • 86.90.30 - Attività di psicologi

Questo codice include le attività di consulenza psicologica, psicoterapia (per chi è specializzato), abilitazione e riabilitazione in ambito psicologico rivolte a singoli, coppie, famiglie e gruppi.

I regimi fiscali a confronto

Al momento dell'apertura della Partita IVA dovrai scegliere il regime fiscale da applicare alla tua attività. Le opzioni principali in Italia sono due: il Regime Forfettario e il Regime Ordinario (Semplificato).

1. Il Regime Forfettario (Consigliato per chi inizia)

È il regime agevolato per eccellenza per i liberi professionisti con ricavi non superiori a 85.000 € all'anno. I vantaggi principali del regime forfettario sono:

  • Imposta sostitutiva ridotta: si paga un'unica imposta (che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali) pari al 5% per i primi 5 anni di attività (se si rispettano i requisiti di novità dell'attività), che passa poi al 15% dal sesto anno in poi.
  • Semplificazioni contabili: non si applica l'IVA sulle fatture, non si è soggetti a ritenuta d'acconto, si è esonerati dalla registrazione delle fatture di acquisto e si applica una determinazione "forfettaria" delle spese.
  • Coefficiente di redditività: per gli psicologi (codice ATECO 86.90.30), il coefficiente di redditività è stabilito al 78%. Ciò significa che lo Stato presuppone che le tue spese di gestione siano pari al 22% del tuo fatturato, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute. Tasse e contributi previdenziali verranno calcolati solo sul 78% dei tuoi incassi totali.

2. Il Regime Ordinario Semplificato

Questo regime è obbligatorio se superi gli 85.000 € di fatturato annuo o se non rispetti i requisiti d'accesso al forfettario. Prevede l'applicazione delle aliquote IRPEF a scaglioni (dal 23% al 43%) sul reddito effettivo (ricavi meno spese documentate), l'applicazione dell'IVA in fattura e la ritenuta d'acconto. Risulta conveniente solo in presenza di spese reali molto elevate (superiori al 22% del fatturato), situazione molto rara per uno psicologo clinico che ha costi di gestione minimi (affitto studio, software, formazione).


L'iscrizione e gli obblighi verso l'ENPAP

L'iscrizione all'ENPAP deve essere effettuata online sul sito dell'ente entro 90 giorni dalla data di emissione della prima fattura. I contributi obbligatori da versare annualmente all'ENPAP sono tre:

  1. Contributo Soggettivo: è pari al 10% del tuo reddito netto professionale (calcolato in base al coefficiente del 78% nel forfettario), con un contributo minimo fisso da versare anche in caso di reddito zero o minimo (circa 780 € all'anno).
  2. Contributo Integrativo: è pari al 2% del corrispettivo lordo di ogni fattura. Questo importo non grava su di te, ma viene addebitato direttamente in fattura al paziente/cliente, che lo paga a te affinché tu lo versi poi all'ENPAP.
  3. Contributo di Maternità: una quota fissa annuale (solitamente intorno ai 100-130 €) destinata a finanziare le indennità di maternità delle colleghe.

Per capire l'impatto reale del regime forfettario, facciamo un esempio numerico basato su un professionista nei suoi primi 5 anni di attività (aliquota start-up al 5%).

Ipotizziamo un fatturato annuo totale di 30.000 € derivante da tariffe professionali (escluso il 2% ENPAP addebitato al cliente).

  1. Fatturato lordo incassato: 30.000 €
  2. Determinazione del reddito imponibile: Applichiamo il coefficiente di redditività del 78%.

$$30.000 \times 78\% = 23.400\ \text{€ (reddito imponibile lordo)}$$

  1. Calcolo dei contributi ENPAP (Soggettivo): Calcoliamo il 10% sul reddito imponibile.

$$23.400 \times 10\% = 2.340\ \text{€}$$

  1. Calcolo della base imponibile fiscale: Nel regime forfettario, i contributi previdenziali versati nell'anno possono essere dedotti interamente dal reddito imponibile prima di calcolare l'imposta.

$$23.400 - 2.340 = 21.060\ \text{€ (imponibile fiscale netto)}$$

  1. Calcolo dell'imposta sostitutiva (5%):

$$21.060 \times 5\% = 1.053\ \text{€}$$

  1. Riepilogo dei costi fiscali e previdenziali:
  • ENPAP Soggettivo: 2.340 €
  • Imposta Sostitutiva (Tasse): 1.053 €
  • Contributo Maternità ENPAP (stimato): 120 €
  • Totale uscite fiscali/previdenziali: 3.513 €
  1. Guadagno netto reale prima delle spese fisiche:

$$30.000 - 3.513 = 26.487\ \text{€}$$

Questo significa che su 30.000 € di fatturato, il tuo netto effettivo supera l'88%, escludendo le spese vive (affitto studio, utenze, marketing). Si tratta di una pressione fiscale estremamente vantaggiosa rispetto a qualsiasi contratto di lavoro dipendente o regime ordinario.


I primi adempimenti obbligatori e scadenze

Una volta aperta la Partita IVA ed effettuata l'iscrizione all'ENPAP, dovrai monitorare alcune scadenze periodiche fondamentali per evitare sanzioni:

  • Emissione fatture: ogni volta che ricevi un pagamento da un paziente, devi emettere una fattura che rispetti determinati requisiti fiscali e sanitari.
  • Sistema Tessera Sanitaria (STS): le spese sanitarie sostenute dai pazienti privati devono essere trasmesse telematicamente al Sistema TS entro scadenze semestrali o annuali stabilite dalla legge, per consentire ai pazienti di trovare la spesa già detratta nel loro modello 730 precompilato.
  • Dichiarazione dei redditi: viene presentata ogni anno (solitamente tramite modello Redditi PF entro l'autunno) per dichiarare i guadagni dell'anno precedente e calcolare i saldi e i primi acconti delle tasse e dell'ENPAP.

Come semplificare la tua gestione contabile e finanziaria

Calcolare continuamente la quota da accantonare per le tasse future, tenere traccia delle fatture emesse, scorporare il 2% ENPAP e stimare con precisione il guadagno netto reale mese dopo mese può diventare un incubo burocratico che sottrae tempo prezioso alla cura dei tuoi pazienti.

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