Congresso SITCC 2026: La Violenza a Torino
Congresso SITCC 2026 a Torino dal 6 all'8 novembre: la violenza al centro del programma. Quote, crediti ECM e perché interessa lo psicologo forfettario.
Dal 6 all’8 novembre 2026 Torino ospita il congresso annuale della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva, dedicato quest’anno alla violenza. Tre giornate di plenarie, simposi e laboratori clinici al Centro Congressi Lingotto, con il patrocinio di ENPAP. Per chi lavora in libera professione è un’occasione concreta per aggiornare la pratica su un tema che entra ormai di frequente in studio, dalla violenza assistita alle relazioni abusive.
Che cos’è il congresso SITCC 2026
La Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva riunisce psicoterapeuti, ricercatori e didatti dell’area cognitivo-comportamentale. Il congresso 2026 si tiene al Centro Congressi Lingotto, in via Nizza 280 a Torino, da venerdì 6 a domenica 8 novembre: venerdì è riservato agli appuntamenti pre-congressuali, mentre sabato e domenica ospitano i lavori principali.
Il titolo scelto è “La violenza: il nostro tempo, la nostra risposta”. La struttura è ampia: quattro plenarie, sei semi-plenarie, dieci master class, venti clinic class e sessanta simposi, oltre a comunicazioni libere e sessioni poster. La formula dichiarata punta sulla partecipazione attiva, con gruppi di lavoro in formato ridotto accanto ai momenti plenari. All’apertura dei lavori di sabato è previsto anche l’intervento di un rappresentante ENPAP.
Perché la violenza è ormai una questione clinica quotidiana
Chi lavora in studio incontra la violenza molto più spesso di quanto l’immaginario collettivo suggerisca. Non solo nei casi estremi che finiscono in cronaca, ma nelle forme silenziose che emergono in seduta: la violenza assistita dai minori, il maltrattamento psicologico in famiglia, il controllo economico nelle coppie, la violenza autodiretta degli adolescenti.
Il congresso affronta il tema su più livelli: le vittime, con simposi su bambini esposti a violenza assistita, crimini domestici e infanzia dopo il femminicidio; gli autori, con i percorsi di cambiamento degli uomini che agiscono violenza nelle relazioni intime; gli esiti traumatici, cioè come si cura ciò che la violenza lascia dietro di sé, incluse le forme di trauma complesso e cronico.
Per uno psicologo significa trovare strumenti di lettura e di intervento su situazioni che generano incertezza: come valutare il rischio, come lavorare con chi subisce e con chi agisce violenza, come tenere insieme mandato clinico e giuridico. Un ambito in cui la domanda cresce e in cui è facile trovarsi in difficoltà lavorando da soli.
Il programma: dalla neurobiologia del crimine al lavoro con vittime e autori
La plenaria di apertura di sabato mattina è affidata ad Adrian Raine, neurocriminologo dell’Università della Pennsylvania, con un intervento intitolato “Anatomia della violenza”. Accanto, una plenaria sull’adolescenza e la violenza, con i dati italiani della sorveglianza HBSC e contributi sulla fenomenologia dell’agire violento e sulle basi neurofisiologiche dell’inclinazione adolescenziale.
Un terzo appuntamento plenario mette a confronto modelli di trattamento degli esiti traumatici, dall’EMDR alla psichiatria territoriale, con relatori che lavorano su trauma intrafamiliare, disregolazione emotiva e presa in carico dei pazienti psichiatrici. Sui simposi paralleli il ventaglio è ampio: disturbi di personalità e crimini violenti, con un focus sul disturbo borderline di personalità, imputabilità e nesso causale, giustizia riparativa, trattamento degli autori di reato nelle REMS e nei contesti di comunità.
Quote, crediti ECM e aspetti organizzativi
Le iscrizioni sono gestite dalla segreteria organizzativa del congresso, con pagamento tramite bonifico bancario. La registrazione prevede anche l’emissione di fattura elettronica, documento utile per la contabilità dello studio.
Le quote per l’edizione 2026, con registrazione dal 1 agosto al 31 ottobre 2026, sono queste:
- Non soci: 300 euro
- Soci SITCC: 260 euro
- Specializzandi non soci: 200 euro
- Studenti universitari: 140 euro
La quota ridotta, valida fino al 31 luglio 2026, è ormai scaduta. Sul fronte dell’aggiornamento professionale, la pagina del congresso indica un accreditamento ECM ancora in attesa: il riconoscimento dei crediti non è confermato e va verificato.
Perché interessa chi lavora in regime forfettario
Per un professionista in regime forfettario la decisione di partecipare non passa dal risparmio fiscale. In questo regime i costi non si scaricano dal reddito: l’imponibile si determina applicando il coefficiente di redditività ai ricavi, perciò la quota di iscrizione e le spese di trasferta non producono una deduzione. È un errore frequente nella pianificazione annuale.
Il ragionamento corretto è di investimento: la formazione consolida un’area di competenza spendibile, in questo caso la clinica della violenza e del trauma, e costruisce la rete di colleghi che alimenta gli invii, un canale che per lo studio privato conta più della pubblicità. Un congresso affollato è anche un’occasione di visibilità professionale, per chi presenta un contributo o semplicemente per farsi conoscere in contesto scientifico.
Sul piano pratico conviene valutare la trasferta con anticipo, perché le date cadono in un fine settimana autunnale.
Come decidere se partecipare
La scelta dipende da quanto la clinica della violenza e del trauma occupa la tua agenda. Se buona parte dei pazienti arriva da percorsi di maltrattamento, relazioni abusive o esperienze traumatiche, un congresso tematico offre in tre giorni una densità di contenuti difficile da ricostruire con la formazione a distanza. Se invece la pratica è centrata su altri ambiti, la quota di 300 euro e la trasferta vanno rapportate a un ritorno meno immediato.
Il criterio più utile è guardare al programma delle clinic class e delle master class: il lavoro in piccoli gruppi con didatti e maestri restituisce un’idea concreta del metodo, utile anche a chi sta valutando se iscriversi a una scuola di specializzazione.