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Controlli fiscali forfettari 2026: un anno in più di accertamenti

Il Decreto Correttivo Omnibus cancella lo sconto sui termini di accertamento per i forfettari.

Se sei uno psicologo in regime forfettario — e la maggior parte dei liberi professionisti della categoria lo è — c’è una novità che ti riguarda direttamente. Il Decreto Correttivo Omnibus, approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026, cancella la riduzione di un anno sui termini di accertamento fiscale per i contribuenti forfettari. In pratica: il Fisco avrà più tempo per controllarti.

Cosa cambia esattamente

Fino al 2025, i forfettari che emettevano esclusivamente fatture elettroniche godevano di una riduzione dei termini di decadenza per gli accertamenti: 4 anni invece dei 5 ordinari. Era un «premio» introdotto dalla Legge di Bilancio 2020 per incentivare la digitalizzazione fiscale.

Dal 1° gennaio 2026, però, la fattura elettronica è diventata obbligatoria per tutti i forfettari, senza eccezioni. Il premio, quindi, ha perso senso: non si può più premiare chi sceglie volontariamente uno strumento che ormai tutti devono usare per legge.

L’articolo 20 del Correttivo Omnibus cancella quindi la riduzione e uniforma i termini di accertamento:

Situazione Termine precedente Nuovo termine

Dichiarazione presentata 4 anni 5 anni

Omessa dichiarazione 6 anni 7 anni

La regola vale a partire dal periodo d’imposta 2026, quindi per la dichiarazione dei redditi che presenterai nel 2027.

Cosa significa per uno psicologo forfettario

Mettiamola in numeri concreti. Prendi uno psicologo con Partita IVA aperta nel 2022, regime forfettario al 5%, fatturato annuo di 35.000 €.

Con il coefficiente di redditività del 78% (quello previsto per i psicologi), il suo reddito imponibile è di 27.300 €. L’imposta sostitutiva al 5% è 1.365 € annui.

Con la vecchia regola, il Fisco aveva tempo fino al 31 dicembre 2031 per contestare la dichiarazione 2027 (4 anni dalla presentazione). Con la nuova regola, il termine si allunga al 31 dicembre 2032: un anno in più di esposizione a controlli.

Non è una rivoluzione, ma è un cambio di prospettiva importante. Significa conservare fatture, ricevute, estratti conto e documentazione fiscale per almeno 5 anni dalla data di presentazione della dichiarazione. Anche per quei documenti che sembrano «vecchi» e che avresti archiviato prima.

Perché il Correttivo Omnibus lo fa adesso

La ratio è semplice: il legislatore sta allineando i forfettari al regime ordinario. Con la fatturazione elettronica universale, il Fisco ha accesso in tempo reale ai dati di tutte le partite IVA, forfettarie e non. Non c’è più motivo di distinguere.

A questo si aggiunge il fatto che il regime forfettario riguarda ormai oltre 1,7 milioni di contribuenti in Italia — una platea enorme che il Fisco vuole poter monitorare con gli stessi strumenti e gli stessi tempi del regime ordinario.

Come prepararsi: 5 azioni pratiche

Ecco cosa fare da subito per evitare sorprese tra 5 anni:

  • Conserva TUTTO per 5 anni — Fatture emesse e ricevute, scontrini, bonifici, estratti conto. Non buttare nulla dopo 4 anni come avresti potuto fare prima.

  • Digitalizza la documentazione — Scannerizza ricevute cartacee e salvale in cloud (Google Drive, Dropbox). Un sistema di cartelle per anno e categoria rende tutto più facile.

  • Traccia i costi deducibili — Per gli psicologi forfettari le spese non si deducono analiticamente (il reddito è calcolato col coefficiente del 78%), ma alcune spese vanno comunque documentate. Conserva le fatture di: formazione ECM, supervisione, affitto studio, utenze, assicurazione professionale.

  • Usa un gestionale, anche semplice — Non serve un software complesso: un foglio Google Sheets ben strutturato con entrate, uscite, scadenze e note è sufficiente per avere tutto sotto controllo e pronto in caso di verifica.

  • Segna le scadenze — Non solo quelle dei versamenti (20 luglio, 30 novembre), ma anche quelle di conservazione. Crea un reminder annuale per rivedere l’archivio documenti.

Quanto costa non essere preparati

In caso di accertamento, se il Fisco trova irregolarità, le sanzioni per il regime forfettario partono dal 90% dell’imposta non versata, fino al 180%. Su un’omissione da 1.000 € di imposta, la sanzione minima è di 900 €, per un totale di 1.900 € da pagare.

Avere la documentazione in ordine è la tua prima difesa. E con un anno in più di controlli, il margine di errore si riduce.

In sintesi

Il Correttivo Omnibus non introduce nuove tasse, ma allunga i tempi in cui il Fisco può bussare alla porta. Per gli psicologi forfettari, la ricetta è sempre la stessa: tenere i conti in ordine, conservare i documenti, sapere esattamente quanto si guadagna al netto di tasse ed ENPAP.

Proprio per questo abbiamo creato Psicologo Pro: un tool su Google Sheets che calcola in automatico guadagno netto, ENPAP, tasse e accantonamenti mese per mese. Niente software complicati, niente commercialisti per ogni dubbio: apri il foglio, inserisci le tue sedute e sai subito quanto ti resta in tasca — e se un giorno il Fisco dovesse chiederti conto di qualcosa, hai già tutto sotto mano.