Dolore Sessuale Femminile: Workshop ECM | Psicologo Pro
Dall'11 al 13 settembre 2026 a Milano un workshop intensivo ECM sul dolore sessuale femminile: 30 crediti e 20 posti per psicologi e psicoterapeuti.
Dolore Sessuale Femminile: Workshop ECM a Milano
L’11, il 12 e il 13 settembre 2026 si tiene a Milano un workshop intensivo sul dolore sessuale femminile, rivolto a psicologi, psicoterapeuti e professionisti della salute. Tre giornate in presenza, 30 crediti ECM e un massimo di 20 posti per acquisire strumenti concreti sul trattamento di dispareunia e vaginismo. Un’area clinica ad alta domanda e ancora poco presidiata, ideale per chi vuole differenziare il proprio studio.
Perché il dolore sessuale femminile è un tema ancora poco presidiato
Il dolore genitale femminile è una condizione complessa in cui si intrecciano componenti biologiche, psicologiche e relazionali. Non si riduce a un problema ginecologico: ansia, paura, aspettative della coppia e vissuti corporei giocano un ruolo centrale nella sua comparsa e nel suo mantenimento. Secondo l’ente organizzatore, i disturbi legati al dolore sessuale interessano più del 10% della popolazione femminile, ma spesso arrivano in consultazione dopo anni di passaggi tra specialisti diversi senza un inquadramento corretto.
Questa situazione crea uno spazio professionale concreto per lo psicologo. Le donne con dispareunia, vulvodinia o vaginismo cercano percorsi che integrino la dimensione corporea con quella emotiva e relazionale. Un professionista formato su questi temi può inserirsi in un’area in cui la domanda cresce ma l’offerta qualificata resta limitata, con ricadute dirette anche sulla capacità di trovare nuovi pazienti in una nicchia ad alto valore.
Il workshop: tre giornate intensive in presenza a Milano
Il workshop si svolge dall’11 al 13 settembre 2026 presso l’Hotel Mirage di Milano, in Viale Certosa. È condotto dal dottor Roberto Bernorio, professionista con quarant’anni di esperienza clinica che unisce competenze di ginecologia, psicoterapia e sessuologia, affiancato da una psicoterapeuta sessuologa clinica.
Il formato è pensato per un apprendimento pratico e immediatamente spendibile: lezioni frontali si alternano a laboratori esperienziali con plastici anatomici, giochi di ruolo, atelier delle tecniche terapeutiche e applicazioni tra partecipanti. Al centro del percorso c’è la body mind connection therapy, un modello di intervento specifico per il vaginismo messo a punto dal relatore attraverso l’analisi di molti casi clinici complessi.
Cosa impari in concreto
Gli obiettivi formativi sono operativi. Al termine delle tre giornate il partecipante sa inquadrare il dolore genitale femminile nelle sue diverse forme e significati clinici, riconoscere il ruolo dei fattori cognitivi, emotivi e relazionali e strutturare un intervento psicologico mirato. Sul piano delle competenze tecniche, il percorso copre la diagnosi differenziale anamnestica dei disturbi da dolore sessuale, le manifestazioni cliniche di vulvodinia e vaginismo e le tecniche psicologiche utilizzabili nel trattamento.
Un’attenzione specifica è dedicata alla relazione terapeutica, alla comunicazione con la paziente e alla gestione delle dinamiche emotive complesse. L’obiettivo è arrivare a lavorare in modo integrato con le altre figure sanitarie, dal ginecologo al fisioterapista del pavimento pelvico, una competenza che rende lo psicologo un interlocutore riconosciuto all’interno di équipe multidisciplinari.
Crediti ECM, costi e posti limitati
Il workshop rilascia 30 crediti formativi ECM, un numero consistente in rapporto a un triennio formativo appena avviato. I posti sono limitati a 20 partecipanti, una scelta coerente con la natura laboratoriale del percorso e con la possibilità di esercitarsi tra colleghi.
La quota piena è di 600 euro più IVA, pari a 732 euro IVA inclusa, comprensiva di materiale didattico; chi ha formalizzato l’iscrizione entro il 30 agosto ha beneficiato di una tariffa ridotta di 500 euro più IVA. Gli orari prevedono il venerdì dalle 10.00 alle 18.30, il sabato dalle 9.00 alle 18.00 e la domenica in formula analoga.
Perché conviene a uno psicologo in regime forfettario
Nel regime forfettario il reddito si determina applicando un coefficiente di redditività ai ricavi, senza deduzione analitica dei costi: le spese di formazione non sono quindi deducibili voce per voce, ma restano un investimento reale da valutare sul ritorno atteso. Una competenza distintiva come il dolore sessuale femminile permette di posizionarsi in una nicchia specifica, giustificando tariffe più alte e riducendo la concorrenza diretta.
Il costo del workshop va messo in rapporto al valore che può generare: un solo percorso terapeutico strutturato su questo tema può coprire l’investimento iniziale. Per chi lavora con coppie, con donne in età fertile o in collaborazione con studi medici e ginecologi, aggiungere questa competenza amplia l’offerta dello studio senza stravolgerne l’impostazione.