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Psicologia in Classe: La Proposta per il Bilancio 2027

La campagna Diritto a stare bene chiede di trasformare AscoltaMI in un servizio di psicologia in classe. Raccolta firme dal 14 settembre al 15 ottobre.

Trasformare i cinque voucher di AscoltaMI in un vero servizio di psicologia in classe, presente tutto l’anno e aperto a tutti gli studenti: è l’obiettivo dell’emendamento al disegno di legge di bilancio 2027 proposto dalla campagna nazionale Diritto a stare bene. La raccolta firme a sostegno parte lunedì 14 settembre e prosegue fino al 15 ottobre. Ecco cosa chiede la proposta e perché riguarda da vicino gli psicologi.

Cos’è la campagna Diritto a stare bene

Diritto a stare bene è una campagna nazionale di iniziativa popolare promossa da Pubblica, un ente del terzo settore senza scopo di lucro, con l’obiettivo di portare in Parlamento una legge che riconosca il benessere psicologico come un diritto per tutte e tutti. A coordinarla è Francesco Maesano.

La proposta non nasce oggi: la campagna lavora da tempo per costruire una rete psicologica pubblica e gratuita su tutto il territorio. L’ultimo passo è un emendamento alla legge di bilancio, pensato per dare alla psicologia un posto stabile dentro la scuola, il luogo dove il disagio dei più giovani emerge prima e con più evidenza.

Cosa chiede l’emendamento al bilancio 2027

Il cuore della proposta è trasformare l’attuale servizio AscoltaMI, che oggi si limita a cinque voucher per altrettante sedute di terapia, in un servizio di psicologia strutturale nelle classi. Non uno sportello occasionale, ma un intervento pensato per tutti e con tutti, che dura per l’intero anno scolastico.

L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato togliere dall’esclusione migliaia di studenti che oggi restano fuori dal supporto psicologico, dall’altro costruire una vera educazione socio-affettiva affidata a chi ha i titoli per farla. Il risultato atteso è rendere le classi un luogo dove stare bene, intervenendo su bullismo, emarginazione e povertà educativa prima che diventino emergenze.

I numeri della proposta

La campagna sintetizza i vantaggi dell’emendamento in pochi dati. Il costo del servizio per lo Stato si dimezzerebbe: si passerebbe da 250 a 121 euro per singolo studente. La presenza dello psicologo diventerebbe costante lungo tutto l’anno scolastico, invece che limitata a un ciclo breve di incontri.

Sul piano della copertura, secondo i promotori si potrebbe raggiungere quasi mezzo milione di studenti, contro i circa 74mila attuali, arrivando a coprire il 7,6% delle scuole italiane, con priorità ai contesti dove la povertà educativa è più alta. Sono stime della campagna, ma aiutano a capire la direzione: meno costi per lo Stato e più ragazzi raggiunti.

Cosa significa per gli psicologi

Per chi esercita la professione la proposta ha un valore concreto. Se l’emendamento passasse, la scuola diventerebbe un ambito di lavoro stabile e riconosciuto, con una presenza continuativa dello psicologo accanto a studenti e docenti. Non più solo voucher e sedute estemporanee, ma un ruolo strutturato nella prevenzione.

Il tema si collega a un filone più ampio che sta ridisegnando la professione, dallo psicologo di base ai servizi territoriali: la psicologia esce dallo studio e diventa parte del welfare pubblico. Per i liberi professionisti che lavorano con adolescenti o in ambito scolastico, seguire l’evoluzione di questa proposta è un modo per anticipare nuove opportunità di lavoro.

Come partecipare alla raccolta firme

La campagna nazionale viene lanciata ufficialmente lunedì 14 settembre. Da quel giorno e fino al 15 ottobre è possibile firmare a sostegno della proposta sul sito ufficiale della campagna Diritto a stare bene.

Partecipare non costa nulla e richiede pochi minuti: bastano le firme raccolte per portare la proposta davanti alle istituzioni. Per uno psicologo aderire significa anche sostenere una visione della professione in cui il benessere psicologico è trattato come un diritto di base, non come un servizio accessibile solo a chi può permetterselo.

In sintesi

  • La campagna Diritto a stare bene propone un emendamento alla legge di bilancio 2027 per portare la psicologia in classe
  • L’obiettivo è trasformare AscoltaMI, oggi limitato a cinque voucher, in un servizio strutturale tutto l’anno
  • Secondo i promotori i costi per lo Stato si dimezzerebbero e si passerebbe da 74mila a quasi 500mila studenti raggiunti
  • La raccolta firme parte lunedì 14 settembre e dura fino al 15 ottobre
  • Per gli psicologi è un possibile nuovo ambito di lavoro stabile dentro la scuola