Psicologia Territoriale Liguria: 38 Incarichi Case Comunità
La Liguria firma il protocollo per la psicologia territoriale: formazione per 263 psicologi e 38 incarichi nelle Case di Comunità. Ecco cosa cambia.
La psicologia territoriale fa un altro passo concreto verso l’operatività. Il 20 agosto 2026 Regione Liguria, ATS Liguria e Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Liguria hanno firmato il protocollo d’intesa che dà il via alla formazione propedeutica al servizio di psicologia territoriale nelle Case di Comunità. Il percorso coinvolge 263 professionisti già selezionati e prevede l’assegnazione di 38 incarichi distribuiti su tutto il territorio regionale. Per gli psicologi, in particolare per chi lavora come libero professionista, si apre un nuovo canale di inserimento nella sanità pubblica.
Cosa prevede il protocollo d’intesa
Il protocollo firmato il 20 agosto mette nero su bianco ruoli e impegni di ciascun soggetto. Il corso di formazione, cofinanziato da ATS Liguria e dall’Ordine regionale, è destinato ai 263 professionisti selezionati attraverso le manifestazioni d’interesse predisposte dalle cinque aree sociosanitarie dell’azienda sanitaria. L’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Liguria si occupa della progettazione scientifica del percorso, della predisposizione dei materiali, del monitoraggio e della gestione dell’accreditamento nel sistema ECM.
La Regione si impegna a favorire la partecipazione dei professionisti selezionati, mentre ATS Liguria, tramite l’Area sociosanitaria 3, organizza e attiva il corso curando gli adempimenti gestionali e amministrativi. Nello stesso contesto l’azienda sanitaria ha approvato la delibera sulla psicologia territoriale che aggiorna e amplia il servizio. L’obiettivo dichiarato è portare la psicologia dentro la rete della sanità territoriale, offrendo ai cittadini una prima risposta direttamente nei presidi di prossimità.
Quanti incarichi e con quale impegno orario
La delibera approvata da ATS Liguria dispone l’assegnazione di due incarichi di psicologo territoriale in ciascuno dei 19 distretti sociosanitari della Regione, per un totale di 38 incarichi. Ogni professionista sarà impegnato per 24 ore settimanali, un monte orario pensato per rendere la figura realmente presente nelle Case di Comunità Hub, i presidi che i cittadini stanno iniziando a conoscere e frequentare.
Il profilo professionale delineato è quello dello psicologo di comunità: un operatore che intercetta il disagio prima che si cronicizzi e orienta la persona verso il percorso più adeguato. Non si tratta di psicoterapia in senso stretto, ma di un intervento di primo livello integrato con le altre figure presenti sul territorio, dai medici di medicina generale agli assistenti sociali.
Come partecipare: selezione e sei incarichi autonomi
I 263 professionisti che accederanno alla formazione sono stati individuati tramite le manifestazioni d’interesse predisposte dalle cinque aree sociosanitarie di ATS Liguria. Il passaggio attraverso il corso, accreditato nel sistema ECM, è propedeutico all’avvio del servizio: un requisito formativo pensato per garantire competenze coerenti con le specificità del lavoro nelle Case di Comunità.
Parallelamente ATS Liguria ha pubblicato un avviso per il conferimento di sei incarichi di lavoro autonomo nell’ambito dei progetti europei “Pyter Paysage + Inclusivo”, “Trame Emotive” e “Joint Action Safe”, realizzati con la Provincia di Imperia e la Regione Liguria. Le domande dovranno pervenire entro le ore 12 del 3 settembre. Si tratta di una seconda porta d’accesso, distinta dagli incarichi territoriali, per professionisti interessati a esperienze progettuali finanziate da partenariati europei.
Cosa significa per gli psicologi liberi professionisti
Per molti psicologi liguri questi incarichi rappresentano la prima opportunità concreta di lavorare dentro la sanità pubblica senza abbandonare l’attività privata. La formula delle 24 ore settimanali è studiata proprio per consentire la convivenza tra l’impegno nella Casa di Comunità e lo studio professionale, un equilibrio che amplia il ventaglio delle possibilità senza imporre una scelta radicale.
Chi opera già come libero professionista deve però valutare con attenzione l’impatto fiscale di questa combinazione. Lo psicologo che lavora in regime forfettario e percepisce anche redditi da incarichi pubblici deve verificare il rispetto dei limiti previsti dalla normativa per non perdere l’agevolazione. La convivenza tra i due canali di reddito è possibile, ma richiede una pianificazione attenta e un confronto tempestivo con il proprio consulente.
La psicologia territoriale come sbocco professionale
La Liguria è stata tra le poche regioni italiane a intervenire con una legge specifica, mettendo a disposizione le risorse per l’attivazione del servizio. Dopo lo stanziamento è partito l’iter di reclutamento e oggi si arriva alla fase della formazione, il passaggio che porta concretamente all’avvio del servizio di psicologia territoriale nelle Case di Comunità.
Il percorso ligure si inserisce in una tendenza più ampia, che affianca alla figura dello psicologo di base nuovi ruoli territoriali in diverse regioni. La direzione è chiara: la psicologia sta guadagnando spazio nella sanità pubblica, e per i professionisti si allarga il numero di contratti e collaborazioni disponibili. Resta da osservare con quali tempi il servizio diventerà pienamente operativo, ma i numeri di questo avvio lasciano intendere un’ambizione concreta.