September Theory: a settembre cresce la domanda di terapia
September Theory: a settembre cresce la domanda di terapia, ma 1 nuovo paziente su 3 abbandona presto. Ecco come preparare lo studio alla ripresa.
September Theory: a settembre cresce la domanda di terapia
Sui social settembre è ormai il “secondo Capodanno”: la cosiddetta September Theory descrive il momento dell’anno in cui le persone fanno bilanci e ripartono con nuovi propositi. Per chi lavora come psicologo non è solo una moda da feed, è un’onda reale di richieste che arriva in studio nelle settimane del rientro. Un’indagine recente condotta tra professionisti della salute mentale fotografa il fenomeno con numeri precisi e mette in luce un rischio di cui si parla poco: l’abbandono precoce dei nuovi pazienti.
Cos’è la September Theory
Il termine indica la tendenza, diffusa soprattutto sui social, a considerare settembre il vero inizio dell’anno, il momento in cui tornano le buone intenzioni che a gennaio erano già svanite. Le ragioni sono in parte culturali e in parte fisiologiche. Culturali perché a settembre inizia l’anno scolastico e, con esso, un nuovo capitolo: un retaggio che continua a scandire il nostro tempo. Fisiologiche perché le giornate sono ancora lunghe e miti, la luce invoglia all’attività, e il rientro dalle vacanze estive crea un distacco percepito tra un “prima” e un “dopo” che favorisce nuovi propositi.
Per chi opera nella salute mentale questa spinta non resta astratta. La September Theory si traduce in domanda concreta: persone che decidono di iniziare un percorso, riprendere una terapia interrotta o affrontare un tema rimandato per mesi. Il punto, per il professionista, è essere pronto a intercettare questa richiesta senza farsi trovare impreparato.
I numeri: a settembre si impennano le richieste
Un’indagine condotta di recente su un campione di psicologi fornisce una fotografia precisa del fenomeno. Per circa il 70% dei professionisti intervistati, a settembre le richieste di iniziare un percorso psicologico registrano un’impennata. Il dato conferma che quella del rientro non è solo una percezione soggettiva, ma un ciclo ricorrente e misurabile dell’attività professionale.
Merita attenzione anche la natura delle richieste. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è l’ansia da rientro al lavoro a dominare: le spinte principali sono legate alle relazioni affettive e personali, indicate nel 31% dei casi, e alle transizioni di vita, al 24,4%, mentre il rientro lavorativo pesa per il 17,3%. In pratica, chi bussa alla porta in questi mesi lo fa soprattutto per questioni di coppia o familiari, o per un cambiamento importante, più che per lo stress da ufficio. Capirlo aiuta a preparare risposte e strumenti adeguati.
L’abbandono precoce: 1 nuovo paziente su 3
Accanto all’onda di richieste c’è un dato che merita la stessa attenzione: circa un professionista su tre osserva un abbandono precoce da parte dei nuovi pazienti, che interrompono il percorso dopo poche sedute. È un fenomeno che ricorda quello della palestra a gennaio: l’entusiasmo iniziale non sempre si trasforma in costanza, e il primo ostacolo pratico o emotivo può bastare a far saltare l’impegno.
Per lo psicologo l’abbandono precoce ha un costo concreto, non solo clinico. Uno slot che si svuota dopo tre incontri è tempo perso, una fascia oraria che non genera continuità di reddito e, soprattutto, un’occasione di cura che si interrompe. La buona notizia è che una parte di questo fenomeno si può governare: la regolarità dell’agenda, un primo contatto chiaro e qualche promemoria puntuale aiutano a trasformare la motivazione di settembre in un percorso che dura.
Come preparare lo studio alla ripresa di settembre
La September Theory è anche un’occasione operativa. Chi anticipa l’onda di settembre organizza agenda, primo contatto e gestione dei nuovi pazienti in modo da non disperdere richieste. Alcuni passaggi concreti:
- Sblocca per tempo fasce orarie dedicate ai primi colloqui, invece di riempire l’agenda solo con la routine
- Prepara il messaggio di conferma e le indicazioni logistiche da inviare subito dopo la prenotazione
- Imposta promemoria automatici per ridurre dimenticanze e appuntamenti mancati
- Traccia ogni nuovo contatto in un unico strumento, così nessuna richiesta resta senza risposta
Per gestire questa fase senza perdere richieste, un gestionale per psicologi aiuta a tenere insieme agenda, promemoria e anagrafica dei pazienti in un solo posto. E se l’obiettivo è portare la propria attività davanti a più persone in questo periodo favorevole, vale la pena ripartire dalle basi di come trovare nuovi pazienti.
Il quadro in sintesi
| Fase | Cosa fare |
|---|---|
| Inizio settembre | Aprire fasce per i primi colloqui e preparare il messaggio di benvenuto |
| Prime sedute | Impostare promemoria e un primo contatto chiaro per ridurre l’abbandono |
| Tutto il mese | Tracciare i nuovi contatti e rispondere a ogni richiesta |
Settembre è il mese in cui una parte importante delle persone decide di iniziare un percorso: organizzarsi per tempo è il modo più semplice per accogliere questa domanda e trasformarla in un’attività più stabile durante tutto l’anno.