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Psicologi esperti giustizia minorile: selezione 2026 | Psicologo Pro

Il Ministero della Giustizia seleziona psicologi esperti per la giustizia minorile di Emilia-Romagna e Marche. Candidature entro il 28 agosto 2026.

Psicologi esperti giustizia minorile: selezione 2026

Il Ministero della Giustizia ha pubblicato una selezione per formare gli elenchi degli psicologi esperti da impiegare nei servizi della giustizia minorile e di comunità di Emilia-Romagna e Marche. Le candidature vanno inviate entro il 28 agosto 2026. Per i liberi professionisti è un’occasione concreta: gli incarichi sono di collaborazione libero-professionale, si conciliano con l’attività clinica privata e prevedono un compenso orario di 30 euro lordi.

Cos’è la selezione e quando scade

La procedura non è un concorso per un’assunzione a tempo indeterminato, ma una selezione finalizzata a formare gli elenchi degli esperti in psicologia previsti dall’articolo 132 del D.P.R. 230/2000, il regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario. Da questi elenchi l’amministrazione attinge, di volta in volta, per conferire incarichi di collaborazione libero-professionale. In pratica, superare la selezione non garantisce un incarico immediato, ma consente di entrare in una lista di professionisti qualificati da cui il Ministero della Giustizia può chiamare quando emergono esigenze concrete.

La finestra per candidarsi è stretta: le domande vanno presentate entro il 28 agosto 2026, una scadenza che cade in pieno periodo estivo e che richiede di muoversi con prontezza. I servizi interessati sono quelli della Giustizia Minorile e di Comunità di Emilia-Romagna e Marche, un ambito che negli ultimi anni ha visto crescere il fabbisogno di professionalità psicologiche per la presa in carico di minorenni e giovani adulti. Preparare la documentazione per tempo è essenziale, perché le procedure pubbliche non ammettono integrazioni tardive.

Chi sono gli esperti ex art. 80 e cosa fanno

Quella degli esperti in psicologia è una figura regolata dall’articolo 80, comma 4, della legge 354/1975, l’ordinamento penitenziario. La norma consente all’amministrazione di avvalersi di professionisti esperti in psicologia, servizio sociale, pedagogia, psichiatria e criminologia clinica per lo svolgimento delle attività di osservazione e trattamento. Nel settore questi professionisti sono noti proprio come esperti ex art. 80.

Concretamente, lo psicologo esperto partecipa all’osservazione scientifica della personalità delle persone detenute o sottoposte a misure alternative, contribuisce alla definizione dei programmi di trattamento individualizzati e al percorso di reinserimento socio-lavorativo, lavorando in équipe multidisciplinari insieme al personale di ruolo. Nell’ambito specifico di questa selezione, l’attività riguarda i minorenni e i giovani adulti sottoposti a procedimento penale e le persone in esecuzione penale esterna, quindi in misura alternativa alla detenzione, in messa alla prova o impegnate in lavori di pubblica utilità. È un ruolo diverso da quello degli esperti che compongono i tribunali di sorveglianza: lì lo psicologo siede nel collegio giudicante, qui opera sul campo, a contatto diretto con l’utenza dell’esecuzione penale.

I requisiti per candidarsi

Per partecipare alla selezione per esperti in psicologia sono richiesti requisiti puntuali, da verificare prima di preparare la domanda:

  • Laurea in psicologia, specialistica, magistrale o vecchio ordinamento
  • Abilitazione all’esercizio della professione di psicologo
  • Iscrizione alla sezione A dell’Albo degli psicologi
  • Partita IVA già aperta, oppure dichiarazione di apertura in caso di conferimento dell’incarico
  • Età superiore a 25 anni
  • Assenza di precedenti penali e di carichi pendenti incompatibili con l’incarico
  • Assenza di un rapporto di lavoro dipendente, a tempo determinato o indeterminato, con il Ministero della Giustizia
  • Assenza di cause di inconferibilità degli incarichi con le pubbliche amministrazioni

Sono inoltre valutabili, come titoli preferenziali, master e specializzazioni, nonché le esperienze professionali negli ambiti della mediazione, dell’esecuzione penale, del trattamento delle persone detenute e delle attività rivolte a minori e adulti sottoposti a misure o sanzioni di comunità. Il requisito della partita IVA rende la selezione particolarmente adatta a chi esercita già come libero professionista: l’incarico di esperto si configura infatti come collaborazione autonoma e non richiede di abbandonare lo studio.

Come presentare la domanda entro il 28 agosto

La candidatura va presentata esclusivamente utilizzando il modello di domanda allegato all’avviso pubblico, compilato in ogni sua parte e sottoscritto con firma autografa o digitale. Nel modello ciascun candidato deve indicare la Corte d’Appello per la quale intende concorrere: Bologna, Ancona oppure entrambe. La domanda, corredata degli allegati indicati nell’avviso, va inviata tramite posta elettronica certificata all’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Bologna, entro e non oltre il 28 agosto 2026.

La selezione si articola in due fasi: la valutazione dei titoli e un colloquio di idoneità. Il colloquio è finalizzato ad accertare attitudini, conoscenze e capacità professionali, e verte su temi specifici: ordinamento penitenziario e relativo regolamento di esecuzione, osservazione della personalità, trattamento rieducativo e reinserimento socio-lavorativo, sistema delle sanzioni di comunità e delle misure alternative, giustizia minorile, elementi di sociologia e psicologia della devianza, criminologia, disciplina della messa alla prova e delle pene sostitutive. I candidati risultati idonei vengono inseriti negli elenchi degli esperti, dai quali l’amministrazione attinge per i successivi conferimenti.

Compenso e opportunità per il libero professionista

Il compenso degli psicologi esperti è di 30 euro lordi all’ora, oltre IVA e oneri previdenziali. L’importo è stato aggiornato nell’ambito dell’equo compenso delle prestazioni professionali: la tariffa precedente, ferma da anni a 17,63 euro, è stata adeguata a partire dal 1 febbraio 2024, un intervento atteso a lungo dagli ordini professionali. Per chi esercita in regime forfettario, l’incarico di esperto rappresenta una fonte di fatturato aggiuntiva che si affianca all’attività clinica, senza richiedere una struttura di costi dedicata.

Oltre all’aspetto economico, l’inserimento negli elenchi porta con sé due benefici professionali concreti. Il primo è l’ampliamento della rete: lavorare a contatto con magistrati, personale dell’esecuzione penale e altri professionisti apre canali che lo studio privato da solo difficilmente genera. Il secondo è la specializzazione in un ambito, quello forense e giudiziario, che differenzia nettamente il profilo professionale e che può tradursi in ulteriori incarichi di consulenza. La scadenza del 28 agosto è ravvicinata: chi è interessato deve procurarsi l’avviso, preparare il modello di domanda e inviarlo via PEC senza attendere gli ultimi giorni.